I VITIGNI MARCHIGIANI


SANGIOVESE

Cenni storici, distribuzione geografica ed entità delle superfici coltivate

Vitigno italico a bacca nera, in passato confuso con Ciliegiolo, Montepulciano e Canaiolo da cui si differenzia piuttosto facilmente, presenta tra i suoi numerosi sinonimi quelli di Brunello, Morellino, Prugnolo, Nielluccio, ecc..
Coltivato in Italia su quasi 70.000 Ha, è il nostro principale vitigno e nelle Marche interessa una superficie di 4586 Ha, con la concentrazione più elevata in provincia di Ascoli Piceno. L’inserimento nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite è avvenuta a seguito dell’emanazione del DM del 25.05.70. Il vitigno Sangiovese fu indicato idoneo alla coltivazione e classificato nella cat. “raccomandato” per n. 56 province italiane tra cui Ascoli Piceno, Macerata, Ancona e Pesaro, nelle Marche.
ISTAT ’82 censisce superfici vitate per la produzione di DOC nelle Marche per complessivi ha 3270,37, concentrate soprattutto nella provincia di Ascoli Piceno.
Dal 5° Censimento Agricoltura – ISTAT 2000, si riscontra invece una diminuzione delle superfici vitate dichiarate per le produzioni DOC e per quelle relative alla produzione di “altri vini”, per effetto della crisi che ha colpito i vini rossi e per la ristrutturazione dei vecchi vigneti, obsoleti da un punto di vista tecnico – strutturale, che nel complesso ha portato alla revisione di alcune DOC.

Caratteristiche morfologiche, agronomiche ed enologiche
Il Sangiovese presenta un grappolo medio o medio-grosso, più o meno compatto. Gli acini sono leggermente allungati, di medie dimensioni con buccia di colore nero-violaceo, coperta di pruina, polpa dolce, sapore semplice. La foglia, di colore verde chiaro, presenta sovente quattro (talvolta solo due) “insenature laterali” poco profonde e la pagina inferiore priva di peli. L’apice del germoglio è di colore verde chiaro, coperto da pochi peli bianchi, privo di colorazioni rosse ai bordi.
L’uva matura dopo la metà settembre (5-7 giorni dopo il Verdicchio). La varietà è soggetta alla muffa grigia, all’oidio e mediamente alla peronospora.
Questo vitigno presenta al suo interno numerose piccole varianti relative alla dimensione dell’acino, alla compattezza del grappolo, alla capacità produttiva e al comportamento qualitativo. Attualmente per l’impianto di nuovi vigneti di Sangiovese è disponibile una gamma di cloni molto ampia, oltre 60 selezioni condotte in ambienti diversi da differenti gruppi di lavoro sia pubblici che privati. Nelle Marche è particolarmente diffusa la tipologia nota come Sangiovese “grosso”, molto simile al biotipo “romagnolo” che si distingue per l’acino grosso, il grappolo non troppo compatto e le elevate capacità produttive.
Il Sangiovese fornisce vini di color rosso rubino intenso, tannico, di buon corpo, armonici e con gradevole retrogusto amarognolo: si presenta di aroma fruttato da giovane mentre invecchiato sprigiona profumi affinandosi notevolmente. Impiegato in uvaggi con vitigni “miglioratori”, guadagna in colore, armonicità ed aromaticità.

Importanza economica e valorizzazione

Nelle Marche, da sempre, il Sangiovese ha rappresentato il primo vitigno per estensione di superfice coltivata e la sua valorizzazione è avventa a partire dal riconoscimento delle DOC:
– “ROSSO PICENO” – con DPR 11 agosto 1968 (Sangiovese: 60%), sostituito dal DM 22 settembre 1997. Modificato dai DM 16 ottobre 1997 e dal DM 14 settembre 2001 (Sangiovese: 30-50%);
– “COLLI PESARESI” (Sangiovese: 85-100%) – DPR del 2 giugno 1972, modificato dal D M 3 ottobre 1994, sostituito dal DM 27 marzo 2000;
– “ESINO ROSSO” (Sangiovese e/o Montepulciano: 60-100%) – DM 11 settembre 1995.

Inoltre il Sangiovese concorre alla produzione di altre DOC, come vitigno accessorio, in percentuali diverse: “Rosso Conero”, “Offida”, “I Terreni di Sanseverino”.
Nelle Marche è riconosciuta inoltre la “I.G.T. Sangiovese” – (Decreto del Ministero delle Risorse Agricole del 11 settembre 1995).
Per il Sangiovese sono disponibili una gran quantità di materiali classificati nella cat. “certificato” per effetto di selezioni avvenute in diverse zone d’Italia.
Le omologazioni ottenute per selezioni effettuate nel territorio marchigiano, allo stato attuale sono tre: AP-SG 1, AP-SG 2 (1977) e CSV-AP-SG5 (1990). Sono inoltre in corso lavori di selezione clonale per l’ottenimento di altre omologazione di materiali di Sangiovese selezionati nell’ambiente marchigiano.

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