I VITIGNI MARCHIGIANI


VERDICCHIO

Distribuzione geografica ed entità delle superfici coltivate

Vitigno italico, ritenuto dal Di Rovasenda (1881) il più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche, è risultato identico a Trebbiano di Soave, detto anche Trebbiano di Lugana, che sono pertanto ritenuti suoi sinonimi.
Presente in Italia su oltre 5.300 Ha, la coltivazione di Verdicchio bianco interessa soprattutto le Marche (3.470 Ha), con una concentrazione particolarmente elevata in provincia di Ancona (2560 Ha).

Caratteristiche morfologiche, agronomiche ed enologiche

Questo vitigno predilige zone collinari, arieggiate, ampie escursioni termiche e terreni mediamente argillosi, che si asciugano lentamente durante la maturazione dell’uva.
Verdicchio presenta un grappolo di medie dimensioni compatto. Gli acini sono sferici, di medie dimensioni con buccia sottile di colore verde-giallastro, coperta di pruina, polpa dolce e sapida. La foglia presenta due “seni laterali” non molto profondi e “denti” poco pronunciati. L’apice del germoglio è ricoperto di peli bianchi e le giovani foglie sono di colore verde con aree dorate.
Verdicchio germoglia in epoca media (1-4 giorni dopo Sangiovese) e talora può subire danni per il gelo primaverile. La maturazione procede piuttosto lentamente nelle zone pedemontane interne dove Verdicchio viene vendemmiato a partire dalla fine di settembre, mentre nelle zone più calde delle colline dei Castelli di Jesi la maturazione avviene più rapidamente e la vendemmia può cominciare nell’ultima decade di settembre, quando matura anche Sangiovese. Vitigno sensibile ai marciumi, mal tollera anche peronospora e oidio.
Verdicchio bianco presenta al suo interno numerose piccole varianti relative alla compattezza del grappolo, alla dimensione dell’acino, alla precocità di maturazione. Attualmente sono disponibili diversi cloni individuati nelle Marche e sono tuttora in corso indagini per l’ottenimento di nuove selezioni.
Il vino che si produce con le sue uve ha colore paglierino tenue, odore delicato, caratteristico, sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo. I profumi sono complessi, ottima la persistenza gusto-olfattiva e il corpo.

Importanza economica e valorizzazione

Nelle Marche il Verdicchio vanta un’antica valorizzazione, che parte dal riconoscimento delle DOC e delle sue varie tipologie (“classico”, “classico riserva”, “superiore”, “passito”):

– “VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI” – DPR 11 agosto 1968 (modificato dai DPR 2 ottobre 1978, 21 ottobre 1981 e 9 febbraio 1990. Rettifica G.U. n. 261 del 8 novembre 1995 e n. 145 del 24 giugno 1998), sostituito dal Decreto del MIPAF del 18 luglio 2003 che modifica il DM 12 settembre 1995 modificato dal DM 15 giugno 1998;
– “VERDICCHIO DI MATELICA” – DPR 21 luglio 1967 (modificato dai DPR 5 agosto 1978 e 3 maggio 1989 e dal DM 24 settembre 1992), sostituito dal DM 13 settembre 1995.
Infine, per il Verdicchio si è avuto il riconoscimento per la produzione di una nuova DOC:

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