LA VITIVINICOLTURA NELLE MARCHE


La vitivinicoltura delle Marche negli ultimi 10 anni ha visto un grande sviluppo: sono stati rinnovati oltre 3500 ettari di vigneto, nei quali i moderni impianti predisposti per la meccanizzazione hanno visto aumentare i vitigni autoctoni mantenendo in equilibrio le varietà a bacca bianca e nera.
La scelta di puntare sui vitigni autoctoni risale al 1982, quando la “globalizzazione” era una parola sconosciuta; la Regione, i produttori e le organizzazioni professionali avevano capito che puntare sul territorio e sui prodotti tipici delle Marche poteva significare riuscire ad emergere nel panorama nazionale e internazionale.
Grazie all’imprenditoria privata, fatta di piccole e medie aziende, accompagnate dalle strutture cooperative, i nostri vini hanno raggiunto traguardi impensabili (negli ultimi 5 anni ben tre aziende con vini prodotti da vitigni autoctoni hanno vinto a Londra il più alto riconoscimento enologico mondiale), l’utilizzo delle DOC è passato dal 7 al 22%, mentre le Indicazioni geografiche al 28%. Se a quanto detto, uniamo il grande rapporto qualità-prezzo, posso affermare che i nostri vini hanno varcato gli oceani e hanno contribuito ad accrescere il reddito di quanti hanno creduto e investito nel vigneto in questa regione.
Purtroppo questa positività si scontra con la chiusura caratteriale, con la mentalità “feudale” dei marchigiani e con il grande frazionamento delle nostre aziende.
E allora che fare?
Credo che oggi occorra approfittare del cambio generazionale che sta avvenendo all’interno di molte aziende vitivinicole marchigiane, nelle quali molti giovani si stanno facendo strada, affinché si possa creare un nuovo winestyle, fatto non solo da persone laboriose ed attente al proprio orticello, ma da gente anche capace di unirsi e creare una proposta commerciale utile per superare quella massa critica necessaria per affrontare i mercati internazionali, dove le quantità unite al prezzo e alle caratteristiche organolettiche, uniche ed irriproducibili
altrove, possono risultare vincenti.
Altra iniziativa da concretizzare, per dar forza ai nostri viticoltori ed accrescere la voglia di investimenti, potrebbe essere quella di creare iniziative promozionali mirate aventi come slogan il nome delle nostre “Marche” con l’intento di far conoscere ai consumatori la nostra Regione, che è unica, così come lo sono i nostri vini e i nostri viticoltori.

Alberto Mazzoni