2013/2014 – Considerazioni vendemmiali


Qualità, sicuramente ottima per i vini bianchi, ma con alcuni punti interrogativi sulle varietà a bacca rossa.
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2012

Dopo una primavera piovosa e un mese di luglio caldo e soleggiato si sono registrate numerose grandinate, sia nelle zone costiere, sia nell’entroterra, che, in qualche caso, sia pur in perimetri circoscritti, hanno determinato perdite di produzione variabili dal 50% al 90%, in particolar modo nell’Urbinate. Le condizioni climatiche di settembre sono state ottimali per la maturazione dell’uva, con belle giornate e con elevate escursioni termiche tra giorno e notte. Il mese di ottobre è stato contrassegnato, nella prima fase, da condizioni meteorologiche anticicloniche con temperature sensibilmente al di sopra della media, interrotte bruscamente da un peggioramento con precipitazioni abbondanti.
Virulenti nel primo periodo vegetativo gli attacchi di peronospora in quei vigneti non tecnicamente controllati. Mentre la Botrytis cinerea ha imperversato in quegli areali non difesi da trattamenti preventivi.
Le operazioni di raccolta (con un ritardo di 10/15 giorni rispetto al 2012, ma in linea con la media pluriennale) sono iniziate nella seconda decade di settembre per concludersi solo nella terza decade di ottobre.
Le ipotesi sulla qualità dei vini come: Verdicchio, Pecorino, Maceratino, Biancame, Bianchello e Passerina, sono alquanto interessanti, così come per le varietà a bacca rossa (Merlot, Lacrima, Cabernet e Sangiovese), poiché i vini risultano di ottima qualità con diverse punte di eccellente, con una pregevole carica aromatica. Anche in merito al Montepulciano, nonostante le premesse poco rosee, si sono comunque attenuti apprezzabili prodotti.
Dal punto di vista quantitativo accanto ad alcune realtà, dove c’è stato un aumento della produzione anche del 20%, si trovano situazioni in cui si è verificato un sensibile decremento. Pertanto, complessivamente, si stima un incremento medio regionale del 5%, rispetto al 2012, pari a oltre 950.000 ettolitri di vino.

Enologo Alberto Mazzoni